La risposta breve: perché questa biblioteca racconta il paese

La Biblioteca comunale Alfredo Petrucci non nacque da un unico grande lascito, ma da una scelta progressiva: tra il 1952 e il 1956 l'amministrazione guidata da Raffaele Mascolo acquistò libri di argomento diverso per la sede municipale. Quando gli scaffali del Comune non bastarono più, una stanza in via Giordano Bruno diventò il primo spazio aperto alla consultazione dei cittadini.

Da quel nucleo si è formato un patrimonio che l'Istituto centrale per il catalogo unico quantifica oggi in circa 21.000 volumi. Non è soltanto una raccolta di libri: tra fondi locali, giornali rilegati, donazioni e documenti normativi, la biblioteca conserva tracce di come San Nicandro ha letto, studiato e raccontato se stessa.

Quattro sedi prima di Palazzo Fioritto

La ricostruzione dell'ICCU segue gli spostamenti della biblioteca attraverso il paese. Dalla prima sede di via Giordano Bruno, negli anni Sessanta il patrimonio passò nei locali di via Garibaldi appartenenti alla Fondazione Zaccagnino. All'inizio degli anni Novanta si trasferì ancora lungo la stessa strada, al civico 18.

Dal 1998 la biblioteca ha sede a Palazzo Fioritto, nel centro storico della Terravecchia, sopra gli spazi del museo etnografico. Il trasferimento ha riunito nello stesso edificio libri, documenti e oggetti della memoria cittadina: due istituzioni diverse, ma complementari nel raccontare il territorio.

Chi era Alfredo Petrucci

Nel 1974 la biblioteca fu intitolata ad Alfredo Petrucci, sannicandrese, storico dell'arte, scrittore e incisore. La scheda del catalogo regionale ricorda che diresse il Gabinetto nazionale delle stampe dal 1941 al 1953 e contribuì agli studi sull'incisione europea e sull'arte medievale italiana.

Il suo nome non è quindi un'etichetta ornamentale: lega la biblioteca a un intellettuale partito da San Nicandro e diventato un riferimento nazionale nello studio delle arti grafiche. Il fondo donato a suo nome comprende opere di storia dell'arte, letteratura italiana e storia locale.

Che cosa custodiscono i 21.000 volumi

Secondo Internet Culturale, il nucleo più consistente riguarda lingua e letteratura italiana, latina e greca, storia e filosofia. Sono presenti anche religione, storia dell'arte, Puglia, storia locale, geografia, musica e teatro. Le annate rilegate di quotidiani e periodici affiancano giornali garganici e locali, utili per ricostruire la cronaca del territorio.

Tra le raccolte figurano leggi e decreti dal 1806 al 1860, seguiti dalla documentazione del Regno d'Italia. Alle donazioni Alfredo Petrucci, Angelo e Luigi Vocino si aggiungono quelle di Nicandro Marinacci, Michele Solimando, Giovanni Manduzio, Maria Teresa D'Orazio, Evelino Melchionda e Michele Del Conte. La pluralità dei fondi spiega perché la biblioteca sia anche un archivio diffuso della comunità.

Lo stato attuale: chiusa per lavori, orari da non riutilizzare

Il catalogo Biblioteche di Puglia indica una chiusura per lavori di ristrutturazione dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. La pagina del Comune, aggiornata il 30 ottobre 2025, riporta invece una precedente finestra di manutenzione riferita al 2025. Le due schede non consentono di dichiarare una riapertura: per questo San Nicandro Oggi considera il servizio non accessibile finché non arriverà una comunicazione ufficiale più recente.

Anche gli orari presenti su pagine non istituzionali possono essere precedenti ai lavori e non vanno usati per programmare una visita. Per informazioni aggiornate il Comune pubblica il numero 0882 477319 e l'indirizzo protocollo@comune.sannicandrogarganico.fg.it; il catalogo regionale indica inoltre il numero 0882 477378. Prima di recarsi a Palazzo Fioritto è opportuno chiedere conferma diretta su riapertura, consultazione e accessibilità.

Una memoria da rendere di nuovo accessibile

Raccontare la biblioteca mentre è chiusa non significa fingere un servizio disponibile. Significa ricordare che dietro la porta ci sono settant'anni di scelte pubbliche e donazioni private, oltre a materiali che difficilmente trovano equivalenti online. La prossima notizia utile non sarà un generico annuncio culturale, ma una data verificabile di riapertura con servizi, orari e modalità di consultazione aggiornati.