La novità: più tempo fino al 2 novembre
Il Comune di San Nicandro Garganico ha prorogato alle ore 12:00 di lunedì 2 novembre 2026 il termine per partecipare alla procedura di assegnazione degli spazi comunali di via Nino Rota. La determinazione n. 1097 del 21 settembre sostituisce il termine originario dell’11 ottobre, che sarebbe slittato automaticamente al 12 ottobre perché festivo.
La proroga serve ad ampliare la partecipazione, soprattutto per le realtà non ancora iscritte all’Albo comunale delle associazioni e degli Enti del Terzo settore. Le domande già presentate restano valide; entro il nuovo termine possono essere integrate oppure sostituite, dichiarando espressamente che la nuova domanda prende il posto della precedente.
Chi può partecipare
La procedura è riservata alle associazioni e agli Enti del Terzo settore che, alla scadenza, risultino formalmente iscritti nell’Albo comunale e in regola con gli aggiornamenti previsti dal regolamento. L’Albo è aperto durante tutto l’anno, ma inviare la domanda di iscrizione non equivale a essere già iscritti: il provvedimento comunale deve risultare completato entro il 2 novembre.
La determinazione ricorda che l’ufficio può impiegare fino a trenta giorni per concludere l’istruttoria e che il termine può essere sospeso se servono integrazioni. Per le realtà non ancora presenti nell’Albo, quindi, il passaggio va avviato con anticipo. Sono ammesse proposte singole o congiunte; in questo secondo caso tutti i partecipanti devono possedere i requisiti e va indicato un capofila.
Quali spazi vengono assegnati
L’avviso riguarda sette locali, identificati dalle lettere A a G, collocati al primo piano, oltre all’uso delle parti comuni. Le superfici esclusive vanno da 11,45 a 36,18 metri quadrati. È compresa anche una sala musica di 64,77 metri quadrati al piano terra, inserita nell’area della sala conferenze. Un ulteriore locale di 76 metri quadrati, già concesso a un’impresa sociale, è escluso dalla procedura.
La preferenza indicata nella domanda non garantisce l’assegnazione di quello specifico locale. Il Comune valuterà dimensione e frequenza delle attività, capienza, riservatezza, necessità di deposito e compatibilità tra gli usi. Il co-uso è privilegiato; il locale E è orientato soprattutto a laboratori e attività collettive, mentre la sala musica può essere condivisa tra più associazioni mediante un calendario coordinato.
Uso gratuito non significa senza costi
La concessione può durare al massimo tre anni, senza rinnovo automatico. Il canone è pari a zero: i valori economici presenti negli allegati quantificano soltanto il beneficio attribuito e non sono somme da versare.
Restano però a carico degli assegnatari utenze, pulizia, custodia, apertura e chiusura, connettività, materiali, attrezzature, manutenzione ordinaria, piccole riparazioni, assicurazioni, autorizzazioni ed eventuali oneri fiscali e di registrazione. Prima della consegna servirà una polizza di responsabilità civile verso terzi con massimale non inferiore a 500.000 euro, oltre alla copertura per eventuali danni all’immobile e ai beni comunali.
Che cosa deve contenere il progetto
Non basta chiedere una sede. L’avviso richiede un programma concreto, continuativo e verificabile, coerente con lo statuto dell’associazione e con obiettivi di inclusione sociale, educazione, cultura, cittadinanza attiva, legalità e coinvolgimento di giovani, anziani, famiglie, persone con disabilità o in condizioni di fragilità.
- attività previste, destinatari, risultati attesi e indicatori misurabili;
- giorni, orari e mesi di apertura, con modalità di accesso della cittadinanza;
- persone, volontari, competenze, attrezzature e sostenibilità organizzativa;
- collaborazioni territoriali e disponibilità al co-uso;
- gestione di custodia, pulizia, sicurezza e manutenzione ordinaria;
- motivazione del locale richiesto e disponibilità ad accettare uno spazio diverso o condiviso.
Come vengono valutate le proposte
Il punteggio massimo è 100 e per risultare idonea una proposta deve raggiungere almeno 60 punti. Coerenza statutaria e qualità concreta del progetto valgono 25 punti ciascuna. Seguono impatto sociale e coinvolgimento delle fragilità, fino a 15 punti; apertura e continuità, rete territoriale, esperienza organizzativa e sostenibilità gestionale completano la valutazione.
Per la sala musica lo statuto deve prevedere espressamente attività musicali, artistiche, formative o culturali legate alla musica. Il sopralluogo è obbligatorio per questo spazio; per i locali A–G è consigliato e, se non svolto prima, dovrà comunque essere effettuato dal soggetto selezionato prima della convenzione.
Domanda e documenti: la checklist
La domanda può essere inviata via PEC a protocollo.sannicandrog@cittaconnessa.it oppure consegnata in plico chiuso all’Ufficio Protocollo. Non sono ammesse email ordinarie, spedizioni postali o modalità diverse. Nell’oggetto della PEC o sul plico va riportata la dicitura prevista dall’avviso, insieme alla denominazione del soggetto proponente.
- domanda e dichiarazioni firmate;
- scheda della proposta progettuale;
- statuto e atto costitutivo, se non già depositati o se modificati;
- verbale aggiornato delle cariche e ultimo rendiconto approvato;
- documentazione delle attività pregresse ed eventuali lettere di partenariato;
- attestazione di sopralluogo, obbligatoria per la sala musica;
- documento di identità quando la firma è autografa.
Che cosa controllare prima dell’invio
Prima di trasmettere la domanda conviene verificare tre punti: iscrizione formalmente conclusa nell’Albo comunale, coerenza esplicita tra statuto e attività proposte, sostenibilità delle spese che restano a carico dell’associazione. Le richieste di chiarimento e di sopralluogo vanno rivolte al responsabile del procedimento indicato nell’avviso; anche i termini collegati e calcolati a ritroso seguono ora la nuova scadenza del 2 novembre.
Questa guida riassume gli elementi principali, ma non sostituisce l’avviso e la modulistica. Le associazioni interessate devono scaricare dalla pagina comunale tutti gli allegati, verificare firme e documenti e conservare la ricevuta di consegna PEC o quella rilasciata dal Protocollo.



